La corretta gestione di un catetere venoso centrale
Per evitare che il catetere si trasformi da presidio prezioso a fonte di infezioni, è utile standardizzare la procedura sia di inserimento che di gestione per ridurre al minimo i possibili errori.
Il ruolo del tecnico è fondamentale nella gestione di un catetere venoso centrale o giugulare (CVC), un presidio prezioso per la gestione di alcuni pazienti, ma anche un’arma a doppio taglio se non gestito adeguatamente. Il CVC può essere applicato (vedere riquadro 1) su pazienti critici e/o cronici per gestire la fluidoterapia, ma anche per gestire la necessità di effettuare prelievi ripetuti o per consentire
la misurazione della pressione venosa cen- trale (PVC) o ancora per consentire la som- ministrazione di prodotti ad alta osmolarità che causerebbero immediatamente flebiti se somministrati attraverso una vena periferica. È utile standardizzare la procedura sia di inse- rimento che di gestione per ridurre al minimo i possibili errori: a questo scopo, può essere utile creare una check-list per l’inserimento e una per la gestione quotidiana. Il pericolo maggiore di questo tipo di presidio è l’insor- genza di infezioni che per la localizzazione sono particolarmente insidiose.
PUBBLICATO DA La Settimana Veterinaria | N° 1380 | 9 luglio 2025